Vitamina C e calcoli renali: quali collegamenti?

Vitamina C e calcoli renali: quali collegamenti?

L’assunzione di integratori di vitamina C a dosi elevate può portare a calcoli renali? Secondo alcune ricerche, la risposta è positiva, e proprio per questo motivo prima di assumere con troppa leggerezza gli integratori e i supplementi di vitamina C, sarebbe opportuno parlarne con il proprio medico di riferimento e leggere quanto segue.

L’eccesso di vitamina C viene infatti escreto dal corpo sotto forma di ossalato, un prodotto di scarto del nostro organismo. L’ossalato normalmente esce dal corpo attraverso l’urina. Tuttavia, in alcune circostanze, l’ossalato può legarsi con minerali per formare cristalli che possono portare alla formazione di calcoli renali.

Di qui, una prima riflessione: consumare troppa vitamina C ha il potenziale per aumentare la quantità di ossalato nelle urine, aumentando così il rischio di sviluppare calcoli renali. In un recente studio in cui gli adulti assumevano un supplemento di vitamina C da 1.000 mg due volte al giorno per sei giorni, la quantità di ossalato escreta aumentava ad esempio del 20%, confermando dunque le precedenti analisi.

Non solo: l’elevata assunzione di vitamina C associata a maggiori quantità di ossalato urinario, è stata anche collegata allo sviluppo di calcoli renali, soprattutto se si consumano quantità superiori a 2.000 mg. Sono altresì riportate segnalazioni di insufficienza renale anche in persone che hanno assunto più di 2000 mg al giorno. Tuttavia, questo è estremamente raro, specialmente nelle persone sane.

Dunque, rammentate: la vitamina C è importantissima, ma consumare troppa vitamina C può aumentare la quantità di ossalato nei reni, che nel lungo termine può potenzialmente portare a calcoli renali.

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